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Un sondaggio rivela che l’89% degli intervistati desidera più solidarietà tra le generazioni – tuttavia la ridistribuzione viene percepita come un peso

20.10.2016

  • Da un sondaggio rappresentativo condotto in Svizzera, Germania e Francia è emerso che l’89% degli intervistati desidera una maggiore solidarietà tra generazioni.
  • Il 63% avverte una mancanza di accettazione sociale nei confronti degli anziani.
  • Quasi due terzi degli intervistati sono convinti che la ridistribuzione delle risorse dai giovani agli anziani possa causare conflitti in futuro.
  • Il 65% degli intervistati reputa che i giovani siano troppo focalizzati su se stessi. Questa opinione è condivisa in maniera ancor più marcata, con una percentuale addirittura del 70%, dai millennial (dai 18 ai 35 anni) e dalla generazione X (dai 36 ai 50 anni).
  • Il 52% dei millennial ritiene che oggigiorno gli anziani vivano sulle spalle dei giovani. L’86% dei veterani (dai 66 ai 79 anni) non condivide questa opinione, respinta anche dal 77% dei baby boomer (dai 51 ai 65 anni).
  • Le generazioni più giovani percepiscono uno squilibrio anche in ambito politico: il 46% dei millennial e il 39% della generazione X reputa che il voto degli anziani nelle elezioni abbia troppo peso.

Da un sondaggio rappresentativo di Swiss Life, condotto su un campione di oltre 3000 persone in Svizzera, Germania e Francia, è emerso che tutte e quattro le generazioni coinvolte avvertono la necessità di una maggiore solidarietà. Questo desiderio, espresso da quasi il 90% degli intervistati a prescindere dall’età e dal Paese, nella realtà viene soddisfatto solo in parte: in media quasi il 40% ritiene che oggigiorno la solidarietà e lo scambio tra generazioni non siano soddisfacenti. Inoltre viene percepita una scarsa coesione sociale: il 63% avverte ad esempio una mancanza di accettazione sociale nei confronti degli anziani e viceversa circa il 50% avverte una mancanza di rispetto nei confronti dei giovani.

I giovani avvertono un maggiore potenziale di conflitto

I giovani temono più degli anziani che i loro interessi siano minacciati da altre generazioni:

  • quasi due terzi sono convinti che la ridistribuzione di risorse dai giovani agli anziani possa causare conflitti. La percezione del potenziale di conflitto è più frequente negli intervistati più giovani (millennial: 70%, generazione X: 68%, baby boomer: 63%, veterani: 55%);
  • circa un terzo dei millennial, della generazione X e dei baby boomer non è disposto a finanziare la generazione più anziana;
  • il 52% dei millennial e il 37% della generazione X ritiene che oggi le persone anziane vivano sulle spalle dei giovani. Tra le generazioni più anziane sono in pochi a condividere questa affermazione (baby boomer: 23%, veterani: 14%);
  • il 46% dei millennial e il 39% della generazione X ritiene che il voto degli anziani alle elezioni assuma un peso troppo rilevante, un punto di vista condiviso solo dal 29% dei baby boomer e dal 23% dei veterani.

Le generazioni più anziane sono infastidite dall’egocentrismo dei giovani

Gli ostacoli principali a un’ampia solidarietà intergenerazionale sono il diverso tenore di vita e l’egocentrismo:

  • il 65% degli intervistati reputa che i giovani siano troppo focalizzati su se stessi. L’elevata condivisione di questa opinione tra i millennial e la generazione X (circa il 70% in entrambi i gruppi) dimostra che sono consapevoli del loro egocentrismo;
  • per contro il 31% degli intervistati ritiene che le persone anziane siano troppo concentrate sui propri interessi, mentre tra i millennial la percentuale si attesta addirittura al 41%;
  • tra i motivi principali di uno scambio insoddisfacente e di una scarsa solidarietà tra generazioni vengono menzionati anche la ridistribuzione nel sistema pensionistico, le abitudini e gli atteggiamenti propri di ogni generazione e la mancanza di rispetto.

La solidarietà è più forte in ambito familiare e lavorativo

Una valutazione molto positiva viene data alla collaborazione intergenerazionale in famiglia e nel mondo del lavoro:

  • quattro quinti dei giovani (millennial e generazione X) vorrebbero imparare di più dalle persone anziane;
  • circa quattro intervistati su cinque si dichiarano disponibili ad assistere genitori non autosufficienti;
  • sul posto di lavoro la collaborazione con colleghi di altre generazioni viene considerata piacevole e istruttiva da circa nove intervistati su dieci di tutte le fasce d’età;
  • il 78% degli intervistati che esercitano un’attività lavorativa ritiene che nella propria azienda non vi siano differenze tra collaboratori di diverse generazioni;
  • solo circa un quinto degli intervistati ha constatato che la propria azienda promuove in modo mirato la collaborazione intergenerazionale;
  • in quest’ambito viene avanzata anche qualche riserva: il 54% dei millennial preferisce collaborare con coetanei e quasi un terzo di essi ritiene che la collaborazione con le generazioni più anziane possa condurre a conflitti.

Svizzeri critici nei confronti della ridistribuzione, francesi molto orientati alla famiglia

La maggior parte degli svizzeri, dei tedeschi e dei francesi intervistati ha espresso opinioni concordanti sui punti del questionario. Tuttavia qualche differenza è emersa negli ambiti della ridistribuzione, della famiglia e del lavoro:

  • tra gli svizzeri è molto diffusa l’opinione che oggi gli anziani vivano a carico dei giovani (CH: 40%, D: 34%, F: 31%);
  • rispetto ai francesi, i tedeschi e gli svizzeri hanno espresso più spesso il parere che la ridistribuzione nel sistema pensionistico possa causare conflitti (D: 72%, CH: 69%, F: 54%);
  • gli svizzeri sono più favorevoli alla collaborazione intergenerazionale sul posto di lavoro: solo il 15% rileva un potenziale di conflitto (D: 26%, F: 34%) e solo il 29% preferisce lavorare con coetanei (D: 42%, F: 45%);
  • l’89% dei francesi si dichiara disponibile ad assistere i genitori contro l’81% degli svizzeri e il 77% dei tedeschi.

"La ridistribuzione dai giovani agli anziani viene percepita come un onere ingiusto"

Patrick Frost, CEO del gruppo Swiss Life: "In considerazione delle sfide sociali, la questione della solidarietà intergenerazionale deve essere posta al centro dei dibattiti pubblici. I risultati del sondaggio hanno evidenziato chiaramente il desiderio di una forte solidarietà tra generazioni e la volontà di agire in tal senso. Ma emerge anche un potenziale di conflitto: in particolare la ridistribuzione delle risorse finanziare a favore degli anziani è motivo di turbamento tra le generazioni più giovani, dalle quali viene percepita come un fardello ingiusto. Pertanto, per motivi di correttezza nei confronti delle generazioni future, occorre che la riforma della previdenza per la vecchiaia nel nostro Paese sia effettuata in modo rapido e sostenibile, al fine di lasciare alle generazioni future un sistema previdenziale ben finanziato e moderno".

Informazioni sul sondaggio

Dal 30 agosto al 7 settembre 2016 l’istituto LINK ha condotto uno studio per conto di Swiss Life sul tema della solidarietà intergenerazionale. Nel sondaggio online sono state coinvolte complessivamente 3 078 persone provenienti dalla Svizzera (1 011), dalla Germania (1 033) e dalla Francia (1 034) in età compresa tra i 18 e i 79 anni. Per ogni Paese il gruppo di intervistati era composto per un quarto da ciascuna delle seguenti generazioni: millennial (dai 18 ai 35 anni), generazione X (dai 36 ai 50 anni), baby boomer (dai 51 ai 65 anni) e veterani (dai 66 ai 79 anni). Si tratta di uno studio rappresentativo.

Per ulteriori informazioni in merito ai risultati del sondaggio consultare la pagina: www.swisslife.com/hub/generations

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Negli anni a venire il gruppo Swiss Life intende impegnarsi nella discussione pubblica riguardo alla tematica del "vivere più a lungo, vivere le proprie scelte". Questo obiettivo aziendale di lungo periodo è parte della strategia "Swiss Life 2018". Su Swiss Life Content Hub sono reperibili articoli, interviste, contributi blog e altro sull’argomento "vivere più a lungo, vivere le proprie scelte". Il Content Hub viene aggiornato regolarmente.

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