In Svizzera il pensionamento “ordinario” è fissato a 64 anni per le donne e a 65 per gli uomini. Ciò non significa che dobbiate per forza andare in pensione a quel momento. Potete scegliere autonomamente il momento appropriato e optare, dunque, per il pensionamento anticipato o parziale oppure per il pensionamento posticipato. Vi mostriamo le peculiarità di ognuna di queste possibilità e come strutturare la vostra terza età in piena libertà di scelta.

Avete un’età compresa tra i 50 e i 60 anni? In tal caso ora, al più tardi, dovreste iniziare a riflettere sul periodo post lavorativo. Sicuramente c’è anche chi si domanda se si può permettere di andare in pensione in anticipo. Altri, invece, magari temono il “dopo” e vorrebbero andare in pensione a piccole tappe. E poi c’è anche chi preferisce lavorare più a lungo, perché è attaccato al suo lavoro. A seconda del passo che scegliete, dovete osservare alcuni punti.

Momento del pensionamento

Il momento del pensionamento si ripercuote sull’ammontare della rendita AVS e sui fondi della cassa pensioni.

  • Rendita AVS
    Potete percepire la rendita AVS fino a due anni prima o, invece, rimandarla fino a cinque anni. La riscossione anticipata della rendita AVS porta a riduzioni permanenti, mentre il differimento del pensionamento determina un aumento permanente della rendita. Nel corso della durata del prelievo anticipato siete tenuti a versare i contributi AVS. Se avete già 64 o 65 anni, in caso di differimento siete soggetti all’obbligo di contribuzione solo se, in qualità di dipendenti, superate la franchigia di 16 800 franchi.
  • Fondi della cassa pensioni
    Le prestazioni di vecchiaia del secondo pilastro (cassa pensioni) possono essere percepite al più presto a 58 anni e rimandate al più tardi fino a 70 anni. In caso di pensionamento anticipato la rendita si riduce notevolmente, mancando anni di contribuzione ed essendo l’aliquota di conversione inferiore a causa del prolungato diritto alla prestazione. Se andate in pensione dopo il compimento dei 70 anni, rimandando quindi il pensionamento, le prestazioni aumentano.

Pensionamento anticipato

Chi sta pianificando di andare in pensione anticipatamente dovrebbe esaminare con cura la propria situazione finanziaria e allestire un budget. Ciò vi permette di verificare se il pensionamento anticipato determina lacune reddituali, nel qual caso è possibile prendere le misure appropriate per colmarle. Dal certificato di previdenza risulta se avete già raggiunto l’ammontare massimo consentito per l’avere di vecchiaia. Se non è così, potete versare contributi facoltativi nel secondo pilastro. Potete, inoltre, colmare le lacune nella previdenza ricorrendo al terzo pilastro.

Ecco come procedere:

  • Verificate nel regolamento della cassa pensioni la prima data possibile per il pensionamento.
  • Fate calcolare le riduzioni delle prestazioni a livello di primo e secondo pilastro.
  • Chiarite le possibilità di far fronte ai vuoti finanziari che vengono a crearsi.
  • Calcolate il fabbisogno di risparmio supplementare per coprire i costi fissi e variabili.
  • Chiarite con la cassa pensioni il termine per la notifica del pensionamento anticipato e dell’opzione liquidazione in capitale (anziché rendita).

Analisi previdenziale

Informatevi ora sulla vostra situazione finanziaria dopo il pensionamento tramite l’analisi previdenziale personale.

Pensionamento posticipato

Aumenta il numero di svizzeri che lavorano oltre l’età di pensionamento ordinaria, ovvero 64 anni (donne) e 65 (uomini). Se doveste decidere di fare questo passo, potete differire la riscossione delle prestazioni di vecchiaia (se la cassa pensioni offre questa possibilità). La prestazione di vecchiaia diventa quindi esigibile solo alla fine del rapporto di lavoro, al più tardi, tuttavia, a 70 anni. Maggiore è la durata del differimento, maggiori saranno successivamente le rendite del primo e secondo pilastro.

A cosa prestare attenzione:

  • Mettetevi in contatto con il datore di lavoro e la cassa pensioni.Tenete presente che l’obbligo di contribuzione rimane anche se proseguite l’attività lucrativa.

Pensionamento parziale

A partire dai 58 anni è possibile anche andare in pensione a tappe. La maggior parte delle casse pensioni supportano questa opzione e offrono modelli di pensionamento flessibili. Il presupposto è che riduciate considerevolmente il grado di occupazione. Se ad esempio lavorate ancora solo al 50%, percepite il 50% delle prestazioni di vecchiaia. Presso la maggior parte delle casse pensioni, a ogni tappa di riduzione potete scegliere tra capitale e rendita.

A cosa prestare attenzione:

  • Per il pensionamento parziale mettetevi in contatto con il datore di lavoro e la cassa pensioni.
  • Per motivi fiscali non dovreste ridurre il grado di occupazione più di due volte.

Pensionamento ordinario

La previdenza professionale, ovvero il secondo pilastro, vi garantisce una rendita sicura durante la vecchiaia. A questo si aggiunge la protezione in caso di invalidità e decesso. Tuttavia, il primo e il secondo pilastro vi assicurano unicamente un reddito di circa il 60% dell’ultimo salario. A seconda della situazione personale può dunque risultare difficile mantenere il tenore di vita abituale.

A cosa prestare attenzione:

  • Al momento della riscossione delle prestazioni di vecchiaia potete scegliere tra la liquidazione unica in capitale e la rendita vitalizia. È possibile anche una combinazione tra le due soluzioni.
  • Prima del pensionamento, tramite versamenti facoltativi nel secondo e terzo pilastro potete colmare eventuali lacune finanziarie, risparmiando al contempo sulle imposte. Tenete presente che la deducibilità fiscale in caso di liquidazione in capitale è data solo fino a tre anni prima del pensionamento.

Ogni persona ha le sue esigenze e i suoi obiettivi personali: è così anche per il pensionamento e per la scelta del momento giusto per farlo. L’aspetto positivo è che, pianificando per tempo, potete decidere in piena libertà di scelta.

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