Il suo periodo di prova si è svolto su un ottomila; il posto dove si sente più a suo agio è la tenda, in montagna: Dany Gehrig è CEO di Globetrotter, un tour operator per individualisti.

«Vivo il momento»: intervista a Dany Gehrig, CEO di Globetrotter.

Dany, cosa ti affascina del tuo lavoro?
Forse il fatto di non considerarlo come un lavoro (ride). Ho due grandi passioni: viaggiare ed essere sempre alla ricerca di sfide nello sport, nel mountain bike, nell’alpinismo e anche nella vita quotidiana. Mi affascina il fatto di poter unire tutte queste passioni nel mio lavoro. Apprezzo, inoltre, la libertà e la nostra cultura aziendale.

Puoi descrivere questa cultura?
Abbiamo tutti un comune denominatore: viaggiare è quello che ci piace fare nella vita. Credo che questa passione leghi, fin dall’inizio, le persone. Poi chiaramente siamo una PMI, quindi non possiamo avere diversi livelli gerarchici, ma dobbiamo mantenere una struttura snella. Ci diamo del tu, abbiamo processi brevi e cerchiamo soluzioni solide, altrimenti la redditività ne risente.

Quali sono i valori per te importanti, come CEO?
Per me la cosa fondamentale è comunicare allo stesso livello. Abbiamo l’impressione che questo elemento oggigiorno passi un po’ in secondo piano. Ognuno pensa per sé e cerca di ottimizzare i profitti. Certo, le cifre sono importanti, ma non si deve per forza puntare a realizzare di più e sempre di più. Per noi, come impresa Globetrotter, è importante riuscire bene. Direi che è piuttosto una filosofia di vita, quella che cerco di trasmettere, provando ad accantonare l’atteggiamento egoistico per lasciare spazio all’idea che solo collaborando si arriva al successo.

Dani Gehrig, CEO Globetrotter

Dany Gehrig
Dany Gehrig ha iniziato nel 2010 in veste di responsabile marketing di Globetrotter. All’inizio del 2013 è subentrato ad André Lüthi nel ruolo di CEO. In precedenza aveva studiato scienze economiche ed economia dello sport ed era stato per vari anni capoprogetto di Gigathlon e responsabile marketing di Swiss Olympic ai Giochi Olimpici di Pechino e Vancouver. Questo appassionato di mountain bike e alpinismo ama i percorsi impegnativi e in montagna adora esplorare zone ancora sconosciute. «La vista che si apre da una vetta regala emozioni di gran lunga superiori a quello che può essere il girare attorno al mondo», è l’opinione di Dany Gehrig, 49 anni, cittadino svizzero e canadese con radici giapponesi.

Riesci sempre a mantenere il cosiddetto work-life-balance?
Il tempo a disposizione è sempre scarso e si dovrebbe fare del proprio meglio con quello che ci è concesso. Definisco ottimo il mio equilibrio, anche grazie al modo in cui lavoriamo da Globetrotter. I nostri consulenti hanno fino a 12 settimane di vacanza all’anno, mentre noi dirigenti ne abbiamo otto. In questo periodo riesco a fare viaggi con la famiglia, ma anche a dedicarmi ai miei progetti personali. Per il momento ci riesco molto bene e questo mi soddisfa molto.

Nel tuo ufficio c’è una foto con dedica personale («Grazie per aver cambiato completamente la mia vita! Il miglior cambiamento in assoluto», nota della redazione). Ce ne puoi raccontare la storia?
La foto mi è stata regalata da un fotografo che, grazie a noi, è riuscito a fare un reportage fotografico in Papua Nuova Guinea, dove ha incontrato gli uomini-coccodrillo. Nel 2012 abbiamo creato il premio «Globetrotter World Foto». Ogni anno sosteniamo due fotografi, affinché possano realizzare un reportage fotografico, d’interesse giornalistico, all’estero. Quando qualcuno, grazie a noi, riesca a dare vita al proprio sogno, ne sono naturalmente orgoglioso e mi sento ricompensato.

Puoi raccontarci qualcosa di quando ti sei confrontato, la prima volta, con la tematica della previdenza?
Devo pensarci un attimo (ride). Per natura, non ho l’abitudine di pianificare con ampio anticipo. Penso al futuro ma vivo appieno il presente. È mia aspirazione vivere sempre in modo molto semplice e sono certo che sarò sempre in grado di farlo. È vero che l’anno prossimo compirò 50 anni e allora è normale chiedersi quanto denaro si è messo da parte e per quanto tempo sarebbe opportuno / si deve lavorare. Piano piano diventano argomenti d’attualità. (ride)

Cosa significano, per te, il denaro e la sicurezza finanziaria?
È un insieme di vari elementi. Da un lato, una buona situazione finanziaria dà sicurezza. Disponendo di mezzi finanziari si è anche più liberi e ci si può permettere di più. Essere ricchi può avere dei vantaggi ma non è sempre possibile e non è, comunque, l’obiettivo assoluto. Io posso vivere anche in modo semplice. Il posto dove mi sento più a mio agio è il Nepal, lontano dai sentieri battuti, dormendo in una tenda, con la mia mountain bike. Meno sono coinvolto e minori sono i miei obblighi finanziari, più libero sono. La cosa più importante è la salute, che non si può comperare.

Globetrotter

I collaboratori del tour operator svizzero Globetrotter hanno fatto di un hobby la loro professione. Hanno tre mesi all’anno per esplorare il mondo e dedicarsi all’avventura. Per garantire loro una tutela previdenziale ottimale, Globetrotter si affida a una soluzione LPP di Swiss Life.

BVG bei Swiss Life

La previdenza professionale di Swiss Life Swiss Life offre l’intera gamma LPP: dall’assicurazione completa con una garanzia del 100% per arrivare alle più diverse soluzioni semiautonome. I datori di lavoro possono scegliere la soluzione per loro più idonea e consentire ai propri collaboratori un futuro in piena libertà di scelta. swisslife.ch/business

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