La nascita di un figlio, l’acquisto di un’abitazione di proprietà o una separazione: nella vita di una famiglia ci sono sempre dei cambiamenti decisivi che possono mettere davvero sottosopra la vita. È importante che la previdenza finanziaria si adegui a questi cambiamenti.

  • Alla nascita del primo figlio, la madre ha in media 30,7 anni.

  • Nel 77% delle famiglie la donna ha un’attività lucrativa.

  • I ragazzi di 10 anni ricevono in media 16 franchi di paghetta mensile.

Tutelarsi dai rischi

I figli non cambiano solamente la routine quotidiana ma influiscono direttamente anche sulla previdenza. E i cambiamenti non sono ancora finiti: separazione, malattia, infortunio o invalidità sono rischi difficilmente calcolabili e possono diventare un grosso peso finanziario. Il ritratto della famiglia di Denise e Sandro rappresenta un interessante spaccato di vita e delle sfide che la giovane famiglia deve affrontare e delle tematiche con cui si deve confrontare. Date un’occhiate voi stessi.

Malattia, infortunio o invalidità possono trasformarsi velocemente in un enorme peso finanziario se ad essere colpita è la persona che porta a casa il maggior reddito. I dipendenti in effetti sono tutelati contro le conseguenze finanziarie di un’invalidità professionale e ricevono, dopo un determinato periodo, una rendita dell’AI. Questa copre il 60% dell’ultimo reddito: non è quindi sufficiente per mantenere il tenore di vita abituale. Un’assicurazione in caso d’incapacità di guadagno vi permette di coprire queste lacune nel reddito.

Se siete impiegate al momento del parto, la maternità non influisce in alcun modo sulla previdenza professionale. Riceverete una retribuzione sostitutiva rispettivamente sotto forma di indennità di perdita di guadagno (IPG) o di indennità di maternità (IM). Inoltre continuerete ad essere assicurate nel secondo pilastro e potete contare sulle prestazioni della cassa pensioni. In caso di invalidità o di decesso di uno dei genitori, i figli sono tutelati con una rendita per i figli / una rendita per orfani. In caso di invalidità dei figli, invece, non sono previste prestazioni. Per questo tipo di rischio è opportuno che siano i figli direttamente ad assicurarsi.

Lavorando di meno si ha diritto a meno prestazioni di previdenza. Di conseguenza l’avere di vecchiaia e le prestazioni della pensione si riducono. La lacuna che si viene a formare nella previdenza professionale può essere coperta, ad es. con un acquisto, al 100% deducibile dalle imposte, nella cassa pensioni. Il pilastro 3a vi permette di risparmiare per la vecchiaia e contemporaneamente di tutelarvi contro l’incapacità di guadagno e il decesso.

Se decidete di smettere di lavorare perché volete accudire i figli, le ripercussioni sulla previdenza saranno ancora maggiori. Nella terza età, in caso di invalidità o di decesso, le prestazioni saranno corrisposte unicamente dal primo pilastro, ad esempio sotto forma di rendita dell’AVS e dell’AI, a meno che non abbiate provveduto a mettere da parte un capitale di libero passaggio del secondo pilastro nel momento in cui vi siete ritirati dall’attività professionale.

Primo pilastro (AVS)

Quando in una famiglia in cui la coppia non è sposata ma convive e uno dei partner accudisce la casa e i figli e solo una persona ha un’attività lucrativa, sarà solo il partner che lavora a versare i contributi AVS. Chi percepisce un reddito basso o non ne percepisce alcuno avrà, quindi, solo una rendita esigua. Anche in caso di decesso i partner conviventi che non esercitano un’attività lucrativa risultano sfavoriti, dato per loro non è prevista alcuna rendita dell’AVS. Solo i figli ricevono una rendita per orfani in caso di decesso di uno dei genitori.

Come procedere:

  • Anche il partner senza attività lucrativa dovrebbe pagare integralmente i contributi AVS e farlo come persona che non esercita un’attività lucrativa.
  • Per i figli di età inferiore ai 16 anni, la cassa di compensazione esegue per ogni anno un accredito per compiti educativi. Fatevelo versare sul conto del genitore non esercitante un’attività lucrativa.
  • Stipulate un’assicurazione sulla vita, in modo da tutelare finanziariamente , in caso di decesso, il partner convivente.

Secondo pilastro (LPP)

La previdenza professionale, nel caso delle coppie conviventi, procede separatamente. In caso di separazione, l’avere viene ripartito come accade per le coppie sposate e non si ha diritto a una rendita proveniente dalla cassa pensioni del partner. In caso di decesso il partner superstite, la legge non dà alcun diritto alla rendita del partner deceduto. Alcune casse pensioni offrono regolamentazioni speciali anche se non sono tenute a farlo.

Come procedere:

  • Informatevi presso la vostra cassa pensioni se di norma esiste un diritto alle prestazioni in caso di decesso.
  • Informatevi per tempo sulle condizioni esatte.
  • Sottoscrivete un contratto di concubinato come prova della convivenza per la cassa pension.

Terzo pilastro

Terzo pilastro 3a
I partner conviventi in caso di separazione non hanno diritto all’avere del partner convivente dal pilastro 3a. In caso di decesso l’avere viene versato secondo quanto previsto dal regime dei beni matrimoniali e dal diritto successorio. Ciò significa che i partner conviventi assieme a eventuali figli della persona defunta vengono dopo un eventuale coniuge se il divorzio non è ancora passato in giudicato. Se invece non esistono figli da una relazione precedente e non esiste un coniuge, il pilastro 3a è un’ottima soluzione previdenziale per le coppie conviventi.

Pilastro 3b
Nel caso del pilastro 3b trova esclusiva applicazione il diritto successorio. È possibile scegliere liberamente il beneficiario, anche se deve comunque essere tenuta in considerazione la porzione legittima. Alle coppie non sposate non spetta niente, a meno che non si sia provveduto a redigere un testamento.

Come procedere:

  • Pilastro 3a: informate per iscritto la banca o l’assicurazione in merito al partner convivente beneficiario. Per sicurezza menzionate questa attribuzione beneficiaria anche in un testamento.
  • Pilastro 3b: fate testamento per tutelare il partner convivente in caso di decesso.

Ecco come le famiglie possono risparmiare

I figli cambiano la vita... Anche dal punto di vista finanziario. Spesso si deve optare per un part-time e improvvisamente viene a mancare una parte del reddito. A ciò si aggiunge che i costi per il mantenimento dei figli e l’assistenza necessaria sono esosi per la giovane famiglia e che si desidera mettere da parte qualcosa per le vacanze o per gli studi dei figli. Scoprite, nel ritratto della famiglia di Anne-Cécile, le sfide che deve affrontare una giovane famiglia e come gestisce il budget familiare.

I figli hanno bisogno di abiti, cibo e denaro per il tempo libero, le vacanze e gli studi. Un neonato costa in media dai 300 ai 400 franchi al mese a quanto dichiara Budgetberatung Schweiz. Crescendo i costi aumentano! I bambini dai sette ai dodici anni necessitano al mese di circa 500-600 franchi. I ragazzi tra i 13 e i 18 anni sono quelli che costano di più! A seconda del tipo di formazione bisogna, infatti, calcolare fino a 650-800 franchi al mese. Finanziare degli studi universitari è più caro che una formazione professionale che garantisce perlomeno uno stipendio da apprendista.

Ogni altro figlio rappresenta un onere finanziario supplementare, ma rispetto al primo le spese diminuiscono.

I figli possono diventare una vera e propria sfida sul piano finanziario, in particolare per le giovani famiglie con un reddito modesto. Mantenere un figlio fino a 20 anni costa in media 200 000 franchi; la somma comprende solo i costi diretti per l’abbigliamento, il cibo e la cura della persona, il tempo libero e la paghetta mentre sono escluse le spese aggiuntive (apparecchietto per i denti, hobby o cellulare). Per questo motivo è opportuno tenere sotto controllo il budget famigliare, esaminando tutti i costi aggiuntivi che è possibile escludere.

I valori medi non valgono comunque per tutte le economie domestiche. Se volete sapere nel dettaglio quali costi dovrete affrontare in futuro per i figli, potete servirvi del calcolatore di budget di Swiss Life.

Con il pilastro 3a, la previdenza individuale vincolata, potete risparmiare ogni anno fino a 2 000 franchi sulle imposte. E contemporaneamente provvedere per voi stessi e per la vostra famiglia.

Panoramica sulle agevolazioni fiscali:

  • È possibile detrarre il versamento nel pilastro 3a dal reddito imponibile.
  • L’avere 3a, compresi i proventi, non è assoggettato alle imposte fino al pensionamento.
  • Al momento del versamento, il capitale 3a viene separato dal restante reddito e tassato a un’aliquota inferiore.

Servitevi del calcolatore delle imposte di Swiss Life e scoprite quanto potete risparmiare sulle imposte con il pilastro 3a.

Finanze sotto controllo

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Calcolatore delle imposte

Risparmiare sulle imposte e provvedere al futuro: servitevi del calcolatore delle imposte di Swiss Life e scoprite quanto potete risparmiare sulle imposte con il pilastro 3a. 

Partnerschaft

Calcolatore del budget

Con il calcolatore del budget di Swiss Life vi farete una panoramica sulle entrate e sulle uscite e scoprirete il vostro potenziale di risparmio.

Proprietà d'abitazioni

Una casa di proprietà è il sogno di molte giovani famiglie: camere per i bambini e spazio sufficiente che consenta ai genitori di avere uno spazio solo per sé. La questione centrale rimane il finanziamento. Il ritratto della famiglia di Daniela mostra in modo interessante le sfide di una giovane famiglia e le domande che si pone, desiderando concretizzare un sogno: possedere una casa propria. Date un’occhiate voi stessi.

Dovete calcolare almeno il 20% del capitale proprio per il finanziamento; solo l’80% del prezzo d’acquisto può infatti essere finanziato con un’ipoteca. Stiamo parlando di ben 200 000 franchi nel caso di un prezzo d’acquisto di 1 milione di franchi: una spesa non esattamente trascurabile per le giovani famiglie e le coppie. Accanto al patrimonio in banca e i titoli, ci sono anche altre possibilità per accedere al capitale proprio.

Potete rivolgervi alla cassa pensioni per la parte di capitale proprio, scegliendo tra il prelievo anticipato o la costituzione in pegno. Per l’acquisto di un immobile possono essere utilizzati anche fondi del pilastro 3a, applicando più o meno le stesse regole.

Prelievo anticipato: nel certificato della cassa pensioni potete verificare la somma a vostra disposizione per il prelievo anticipato. Tenete conto che se optate per il prelievo anticipato il vostro capitale di vecchiaia diminuisce. Inoltre, di regola, le casse riducono le prestazioni in caso di decesso e d’invalidità. Dal 2012 banche e assicurazioni richiedono, infatti, che il 10% di capitale proprio “effettivo” per il finanziamento di un immobile non provenga dalla previdenza per la vecchiaia professionale.

Costituzione in pegno: la copertura assicurativa e il capitale di vecchiaia non vengono intaccati e potete quindi impiegare questo capitale come garanzia pignoratizia per un’ipoteca più elevata. Tuttavia gli interessi a vostro carico saranno maggiori.

Consiglio: la costituzione in pegno è di norma la soluzione migliore, tanto più che la vostra previdenza per la vecchiaia non viene intaccata.

Nel caso dell’acconto della quota ereditaria, i genitori lasciano, mentre sono ancora in vita, a un figlio un determinato importo. La legge prevede che, al momento della divisione ereditaria, si dovrà procedere al computo dell’acconto (obbligo di collazione).

Si deve tener conto dei seguenti punti:

  • I dettagli per il calcolo dell’acconto della quota ereditaria dovrebbero essere messi per iscritto.
  • La porzione legittima degli altri eredi non dev’essere compromessa.
  • Informate i vostri fratelli e sorelle in merito all’acconto della quota ereditaria al fine di evitare controversie.

Un’alternativa è un prestito privato da contrarre con i genitori o con conoscenti. Questo denaro viene, di regola, accettato quale capitale proprio dagli istituti finanziari. Nel caso di un prestito è opportuno che il contratto sia verificato da un notaio o da un avvocato che regoli i dettagli.

Dato che il tema è molto complesso, vi consigliamo di richiedere una consulenza a riguardo. Analizzate con un consulente di Swiss Life la vostra situazione finanziaria e riceverete utili consigli sul finanziamento di una proprietà d’abitazioni. Fissate oggi stesso un appuntamento.

 Quando acquistate un immobile non dovete sottovalutare i costi correnti, fra cui i costi degli interessi, l’ammortamento e i costi di manutenzione e le spese accessorie.

  • tasso d'interesse teorico del 5% sull’intero debito ipotecario
  • 1% dell’intero debito ipotecario per l’ammortamento dell’ipoteca di secondo grado
  • 1% del prezzo d’acquisto per i costi di manutenzione e le spese accessorie

Di norma questi costi non dovrebbero superare un terzo del reddito lordo annuo dei coniugi o dei partner conviventi, inclusi altri redditi percepiti regolarmente.

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