Gli espatriati che arrivano per la prima volta in Svizzera si sentono spesso soli e abbandonati, con tutta una serie di dubbi da risolvere in materia di assicurazioni, finanziamento per acquistare una casa e previdenza. In questa guida trovate le risposte che vi servono per strutturare il vostro futuro in Svizzera in piena libertà di scelta.

Nel 2018 sono state quasi 170 000 le persone immigrate in Svizzera. Ma non tutti i nuovi arrivati hanno l’intenzione di stabilirsi per sempre nel Paese: molti di loro sono espatriati (altrimenti detti expat), cioè tecnici e dirigenti distaccati in Svizzera per alcuni anni da aziende operanti a livello internazionale. Una volta concluso il loro lavoro passano a un altro Paese o fanno ritorno in patria. Di conseguenza nel 2018 vi sono state anche oltre 126 000 persone che hanno lasciato la Svizzera.

Gli espatriati devono affrontare la sfida di ambientarsi nel più breve tempo possibile nel Paese. Ma è più facile a dirsi che a farsi: lo si evince dalle domande poste da alcuni expat della regione di Zugo e che riportiamo qui.

 

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Intervista con gli espatriati

Video: Christoph Jentzsch

La maggior parte delle richieste riguarda assicurazioni, previdenza per la vecchiaia e acquisto di una casa di proprietà. Ecco le risposte.

Quali assicurazioni sono necessarie?

Chi arriva per la prima volta in Svizzera in genere si preoccupa dei compiti fondamentali come la registrazione in Comune, l’apertura del conto bancario e la ricerca di una casa. In seconda battuta si affronta la questione delle assicurazioni. Ma quali sono importanti e quali addirittura obbligatorie?

  • Assicurazioni obbligatorie
    L’assicurazione contro le malattie in Svizzera è obbligatoria e deve essere stipulata entro tre mesi dall’arrivo. Obbligatoria è anche un’assicurazione responsabilità civile per i possessori di veicoli a motore, nonché un’assicurazione stabili per chi possiede una casa.
  • Importanti le assicurazioni di cose
    Non obbligatoria, ma consigliata, è la stipula di un’assicurazione responsabilità civile privata, che copre le pretese risarcitorie per danni a terzi. L’assicurazione mobilia domestica consente inoltre di tutelare i beni patrimoniali, ad esempio contro il furto o la distruzione causata da incendio o acqua.
  • Tutela in caso di infortunio, malattia e disoccupazione
    Se il grado di occupazione supera le otto ore settimanali, i dipendenti vengono assicurati contro la disoccupazione e gli infortuni dal datore di lavoro. Se il coniuge o i figli sono a carico, è consigliabile provvedere a una copertura infortuni tramite la cassa malati. Per gli immigrati più giovani è raccomandata l’assicurazione in caso d’incapacità di guadagno, affinché al verificarsi di una malattia non subentri una lacuna nella copertura assicurativa.

Come funziona il sistema dei tre pilastri?

Con la loro efficace interazione i tre pilastri del sistema previdenziale svizzero garantiscono alla popolazione svizzera il mantenimento del tenore di vita abituale e la libertà delle proprie scelte anche nella vecchiaia.

  • Primo pilastro (AVS)
    Dipendenti (anche i frontalieri) e datori di lavoro versano contributi mensili con cui vengono finanziati i pagamenti agli attuali beneficiari di rendite. In futuro, una volta raggiunta l’età di pensionamento, sarete voi a usufruire di questi contributi. Attualmente l’età AVS è 64 anni per le donne e 65 per gli uomini.
  • Pprofessionale (LPP)
    Previdenza professionale è sinonimo di casse pensioni aziendali, le cui prestazioni, insieme a quelle dell’AVS, garantiscono fino al 75% dell’ultimo salario. A differenza del primo pilastro, la previdenza per la vecchiaia aziendale viene finanziata con il sistema a capitalizzazione, ovvero ciascuno risparmia e versa direttamente per le proprie prestazioni. Il certificato di previdenza fornisce importanti indicazioni sulla rendita di vecchiaia.
  • Previdenza individuale
    Ha lo scopo di colmare eventuali lacune previdenziali e accantonare patrimoni. Si distingue fra pilastro 3a (previdenza vincolata) e pilastro 3b (previdenza libera). Il pilastro 3a consente un contributo annuo massimo di 6 826 franchi (aggiornato al 2019) ed è soggetto ad alcune limitazioni. In cambio è possibile detrarre i contributi dall’imposta sul reddito. Per quanto riguarda, invece, il pilastro 3b ci sono meno limitazioni ma nessuna agevolazione fiscale diretta.
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Molti "neo-svizzeri", in quanto tecnici e dirigenti, sono personaggi di spicco nel loro settore. Ma il sistema previdenziale svizzero per loro è nuovo e per questo necessitano di trasparenza e sostegno per valutare rischi e opportunità.

Cosa accade dopo il pensionamento? Possiamo permetterci il tenore di vita abituale?

Chi desidera guardare al periodo successivo alla vita lavorativa senza preoccupazioni deve cominciare a occuparsene per tempo, in modo da colmare eventuali lacune previdenziali. La regola generale è che primo e secondo pilastro garantiscono un reddito pari a circa il 60% dell’ultimo salario; ma di norma serve arrivare almeno a un 80%. Proprio nel caso degli espatriati, che essendo giunti nel Paese relativamente tardi non hanno avuto molto tempo per effettuare i versamenti nel sistema previdenziale come i cittadini svizzeri, vale la pena stipulare una formula di previdenza individuale (pilastro 3a e 3b) oltre a effettuare contribuzioni volontarie nella cassa pensioni.

Con un permesso B è possibile acquistare una casa? E come funziona con il finanziamento?

Venendo da un Paese UE o AELS e avendo domicilio in Svizzera, per l’acquisto di immobili si hanno gli stessi diritti dei cittadini svizzeri. Quindi non è necessario alcun permesso. Diversa è la questione riguardo all’acquisto di case di vacanza o seconde case: per queste è necessaria un’autorizzazione. I cittadini di Stati terzi possono acquistare immobili se dispongono perlomeno di un permesso B e se intendono utilizzare l’immobile come prima casa.

Per finanziare l’abitazione di proprietà occorre almeno il 20% di capitale proprio, in quanto l’ipoteca può arrivare a coprire solo l’80% del prezzo d’acquisto. Il capitale proprio può, ad esempio, provenire da averi bancari, dal ricavato dalla vendita di titoli, da averi derivanti dal secondo e dal terzo pilastro o da un acconto della quota ereditaria. Inoltre è consigliabile verificare la sostenibilità del finanziamento, poiché molti sottovalutano i costi correnti (spesa per interessi, ammortamento, costi di manutenzione e accessori). La regola indicativa vuole che questi costi non debbano superare un terzo del reddito lordo annuo.

Cosa succede con i capitali pensionistici se si lascia il Paese?

In linea generale, in caso di rimpatrio si ha diritto ai contributi della previdenza statale (AVS) e della previdenza professionale (LPP). La richiesta di rimborso tuttavia deve essere presentata entro i cinque anni successivi al pensionamento. Il modulo di richiesta per l’erogazione della rendita AVS è scaricabile dal sito www.ahv-iv.ch/it. Il datore di lavoro è a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti in materia di cassa pensioni. Per quanto riguarda il terzo pilastro e la gestione del rientro nel Paese di provenienza fanno fede le condizioni definite dal contratto. Di norma tuttavia viene effettuata l’erogazione diretta.

Capire la previdenza

Le possibilità di accedere alla previdenza sono numerose e individuali. Quanto prima vi confrontate con la tematica della previdenza, tanto più ampio sarà il margine di azione per una vita in piena libertà di scelta.

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