Trasferirsi in Svizzera solleva molte questioni: quali assicurazioni sono obbligatorie? Come funziona la previdenza per la vecchiaia? Cosa bisogna sapere se si compra casa? In questa guida scoprirete quali aspetti in ambito assicurativo e previdenziale devono considerare gli expat per iniziare a muovere i primi passi in Svizzera in modo sicuro e in piena libertà di scelta finanziaria.

Di quali assicurazioni ho bisogno in quanto expat in Svizzera?

Chi si trasferisce in Svizzera non deve affrontare solo sfide organizzative, come la ricerca di un appartamento o le pratiche burocratiche, ma anche occuparsi delle assicurazioni è fondamentale fin dall’inizio. Alcune questioni, come l’assicurazione malattie, hanno scadenze fisse, pertanto dovrebbero essere valutate con la massima priorità.

Assicurazioni obbligatorie

  • Assicurazione malattie: tutte le persone che vivono in Svizzera devono stipulare un’assicurazione di base presso una cassa malati svizzera entro tre mesi dal loro arrivo.
  • Assicurazione auto: chi si trasferisce in Svizzera e immatricola un’auto o una moto ha obbligatoriamente bisogno di un’assicurazione di responsabilità civile per veicoli a motore. Senza assicurazione non è possibile immatricolare il veicolo.
  • Assicurazione stabili: l’assicurazione stabili è obbligatoria in quasi tutti i Cantoni per chi possiede abitazioni di proprietà, anche se copre esclusivamente i danni dovuti a incendio e a eventi naturali. Nei Cantoni Uri, Svitto e Obvaldo vige l’obbligo di stipulare l’assicurazione stabili presso una compagnia d’assicurazione privata, mentre nei Cantoni Ginevra, Ticino, Vallese e Appenzello Interno non esiste alcun obbligo di assicurazione.

Assicurazioni consigliate

  • Assicurazione di responsabilità civile privata: in Svizzera l’assicurazione di responsabilità civile privata non è obbligatoria, ma è vivamente raccomandata, se non quasi indispensabile, soprattutto per i locatari e può addirittura essere un requisito del contratto di locazione. L’assicurazione copre i danni che arrecate involontariamente ad altre persone o ai loro beni.
  • Assicurazione mobilia domestica: anche l’assicurazione mobilia domestica è facoltativa, ma consigliata e protegge i vostri beni mobili come il televisore o il computer da danni causati da incendio, acqua, furto o rottura di vetri. 

Protezione in caso di malattia, infortunio e disoccupazione

  • Le persone che esercitano un’attività lucrativa di solito sono assicurate contro gli infortuni e la disoccupazione dal datore di lavoro. Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti l’assicurazione contro infortuni e disoccupazione è obbligatoria. 
  • I familiari senza reddito proprio non sono assicurati, pertanto necessitano di una protezione aggiuntiva che ottengono stipulando separatamente la copertura contro gli infortuni tramite la cassa malati.
  • Gli expat che svolgono un’attività lucrativa a tempo determinato possono anche stipulare un’assicurazione in caso d’incapacità di guadagno per garantire, in caso di malattia o infortunio, il proprio sostentamento nel lungo periodo.

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Previdenza per la vecchiaia per gli expat: ilsistema dei tre pilastri

Il sistema dei tre pilastri garantisce la stabilità finanziaria in Svizzera e permette alle persone di vivere la propria vita in piena libertà di scelta finanziaria anche nella terza età. Questo sistema si basa sull’interazione fra previdenza statale, professionale e privata.

1° pilastro – AVS (previdenza statale)

Nella previdenza statale le persone che svolgono un’attività lavorativa (compresi i frontalieri) e i datori di lavoro versano contributi AVS mensili con cui vengono finanziati i pagamenti alle persone che attualmente beneficiano di rendite. In futuro, una volta raggiunta l’età di pensionamento, sarete voi a usufruire di questi contributi.

Nota: avete diritto all’intera rendita AVS solo se avete versato integralmente i contributi AVS. Attualmente l’età di riferimento è di 64 anni per le donne e di 65 per gli uomini, ma dal 2028 sarà introdotta un’unica età di riferimento di 65 anni. 

2° pilastro – previdenza professionale (LPP)

Per previdenza professionale si intendono le casse pensioni dei datori di lavoro e, unitamente alle prestazioni dell’AVS, dovrebbe coprire circa il 60% dell’ultimo salario. L’estensione effettiva delle prestazioni dipende, tuttavia, dall’ammontare del salario, dal periodo di contribuzione e dal rispettivo regolamento di previdenza. A differenza del primo pilastro, la previdenza professionale per la vecchiaia viene finanziata con il sistema di capitalizzazione, ovvero ciascuno risparmia e versa direttamente per le proprie prestazioni. Per informazioni sulla rendita a carico della cassa pensioni consultate il certificato di previdenza.

3° pilastro – previdenza privata (pilastro 3a e 3b)

La previdenza privata ha lo scopo di colmare eventuali lacune previdenziali e accumulare patrimonio per la terza età. Si distingue fra pilastro 3a (previdenza vincolata) e pilastro 3b (previdenza libera). Per le persone con una cassa pensioni il pilastro 3a ha un limite di contributo annuo massimo di abzug-3a (aggiornato al aktuelles-jahr) ed è soggetto ad alcune limitazioni. I versamenti annuali effettuati nel pilastro 3a possono essere dedotti dal reddito imponibile nella dichiarazione d’imposta. Per quanto riguarda, invece, il pilastro 3b ci sono meno limitazioni, ma nessuna agevolazione fiscale diretta.

Aspetti particolari per gli expat

Chi lavora in Svizzera solo per un periodo limitato spesso finisce per versare meno contributi per AVS e previdenza professionale. Per questo motivo conviene aderire il prima possibile alla previdenza privata, per rafforzare la sicurezza finanziaria nella terza età o in caso di rientro all’estero. A seconda del Paese di destinazione e dell’accordo, se si lascia la Svizzera è possibile riscuotere i fondi della cassa pensioni o del pilastro 3a. A questo proposito osservate le rispettive disposizioni del vostro Paese di destinazione.

Expat: acquistare casa in Svizzera

Le espatriate e gli espatriati si pongono spesso la domanda se sia davvero possibile acquistare una casa in Svizzera.

Acquisto di una casa per cittadine/i UE/AELS o persone con permesso C

Se siete in possesso della cittadinanza di un Paese UE/AELS e potete dimostrare di essere domiciliati in Svizzera o se disponete di un permesso di domicilio C, potete acquistare immobili senza particolari requisiti. Per comprare casa o un appartamento si applicano le stesse condizioni valide per le cittadine e i cittadini svizzeri. 

Cittadine/i di Paesi terzi (al di fuori di UE / AELS)

Le cittadine e i cittadini di Stati terzi (al di fuori di UE/AELS) possono acquistare abitazioni di proprietà se dispongono di un permesso di soggiorno valido (almeno permesso B) e se l’immobile è situato nel luogo di domicilio attuale. In questo caso l’acquisto è consentito esclusivamente per uso proprio. In linea di principio la locazione, anche parziale, è esclusa, tuttavia, in casi eccezionali, il Cantone può rilasciare un’autorizzazione. Dato che le disposizioni cantonali variano, conviene informarsi direttamente presso le autorità competenti.

Finanziamento e grado di sostenibilità

Oltre ai requisiti di legge, il finanziamento svolge un ruolo fondamentale. L’acquisto di un’abitazione di proprietà presuppone almeno il 20% di capitale proprio, di cui almeno il 10% deve provenire dai cosiddetti mezzi propri effettivi, quindi non dal 2° pilastro. Le banche finanziano al massimo l’80% del prezzo d’acquisto tramite ipoteca

Il capitale proprio può, ad esempio, provenire da averi bancari, dalla vendita di titoli, da fondi del terzo pilastro o da un acconto della quota ereditaria. È importante verificare in modo realistico la sostenibilità finanziaria, poiché molte persone sottovalutano i costi correnti, tra cui gli interessi ipotecari, l’ammortamento nonché le spese accessorie e di manutenzione.

Regola generale: i costi d’abitazione complessivi dovrebbero ammontare al massimo a un terzo del reddito lordo annuo.

La «migliore offerta» viene definita in base all’attuale evoluzione dei tassi d’interesse e tiene conto sia delle ipoteche Saron che delle ipoteche a tasso fisso.

Che fine fa il capitale di vecchiaia quando silascia la Svizzera?

Se avete lavorato in Svizzera da cittadine/i stranieri e lasciate il Paese, a seconda del pilastro si applicano regolamentazioni diverse. Importante: informatevi per tempo prima della partenza definitiva e notificate il trasferimento all’estero alle autorità competenti e alla cassa pensioni.

Primo pilastro: AVS/AI

Cittadine e cittadini UE/AELS o Stati con convenzioni di sicurezza sociale (p. es. Australia, Canada, Stati Uniti o Turchia)

I contributi AVS che avete versato rimangono invariati. Successivamente, raggiunta l’età di riferimento ordinaria, avrete diritto a una rendita (parziale) dalla Svizzera. Il versamento avviene anche all’estero, a patto che vi sia stato almeno un anno intero di contribuzione. Non è possibile il rimborso immediato dei contributi.

Per le cittadine e i cittadini di Stati senza convenzione di sicurezza sociale

Le persone provenienti da Stati con cui la Svizzera non ha stipulato questo accordo possono farsi rimborsare i contributi AVS alle seguenti condizioni:

  • avete versato contributi AVS per almeno un anno
  • lasciate definitivamente la Svizzera
  • non avete nessun diritto alla rendita

Con il rimborso si estinguono tutti i diritti futuri alle prestazioni dell’AVS/AI. Vengono erogati solo i contributi AVS effettivamente versati (quote del datore di lavoro e della lavoratrice / del lavoratore dipendente, senza interessi).

Preparazione:

  • Richiedete per tempo un estratto CI (conto individuale) presso la cassa di compensazione.
  • Presentate una richiesta di rimborso alla cassa di compensazione.

Secondo pilastro: previdenza professionale (cassa pensioni)

Trasferimento in un Paese UE/AELS

  • In caso di trasferimento in un Paese UE/AELS l’avere obbligatorio rimane bloccato in Svizzera e viene versato una volta raggiunta l’età di pensionamento o se si verifica un’invalidità.
  • Invece è possibile riscuotere la parte sovraobbligatoria (previdenza facoltativa superiore al minimo previsto dalla legge).

Trasferimento in un Paese terzo (non UE/AELS)

Di regola potete percepire l’intero avere presso la cassa pensioni (prestazione d’uscita) sotto forma di capitale. In alternativa potete lasciarlo in un istituto di libero passaggio per ricevere in futuro prestazioni di rendita o per i superstiti. Nota bene: per la proposta occorrono una dichiarazione di partenza e il consenso della/del coniuge.

Preparazione:

  • Contattate il vostro ultimo istituto di previdenza (cassa pensioni) o di libero passaggio. 
  • Presentate la richiesta di pagamento in contanti (incl. dichiarazione di partenza del Comune e consenso della coniuge o del coniuge, se coniugate/i).

Terzo pilastro: previdenza vincolata (pilastro 3a)

L’avere del pilastro 3a può sempre essere prelevato in caso di trasferimento definitivo all’estero, indipendentemente dal Paese in cui vi trasferite. Il versamento avviene tramite la banca o l’assicurazione che gestisce il vostro conto 3a. Vi ricordiamo che, in Svizzera, il pagamento in contanti è soggetto a un’imposta alla fonte separata. A seconda della convenzione di doppia imposizione, c’è la possibilità che anche nel nuovo Stato di residenza sussista un obbligo fiscale.

Preparazione:
Richiedete per tempo il versamento, poiché, a seconda dell’istituto, esiste un certo preavviso.

Importante per la riscossione anticipata delcapitale di vecchiaia in caso di trasferimento all’estero

  • Notificate ogni cambiamento d’indirizzo all’AVS/AI, alla vostra cassa pensioni e all’istituto di libero passaggio.
  • Verificate se, in caso di precedenti cambi d’impiego, tutte le prestazioni d’uscita sono state trasferite all’attuale istituto di previdenza. Se avete dubbi potete rivolgervi all’Ufficio centrale del 2° pilastro (Fondazione istituto collettore).
  • Ricordate: le prestazioni complementari (PC) vengono erogate esclusivamente in Svizzera e non all’estero.
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FAQ: domande frequenti da parte di expat

Se si trasferisce in Svizzera deve assicurarsi il prima possibile presso una cassa malati svizzera, perché l’assicurazione di base è obbligatoria per tutte le persone che risiedono in Svizzera. Ha tre mesi di tempo dall’arrivo per effettuare la registrazione. Se non inoltra la notifica entro i termini previsti, il comune di competenza le assegnerà una cassa malati e i premi verranno riscossi retroattivamente, a volte con supplemento di premio.  

Un expat (dal latino expatriare) è una persona che vive e lavora all’estero per un lungo periodo senza essere naturalizzata. Si tratta per lo più di professioniste/i o dirigenti, ma anche di nomadi digitali o pensionate/i. A differenza degli immigrati, gli expat di solito prevedono di fare ritorno nel loro Paese d’origine.

Le espatriate e gli espatriati con permesso di domicilio C pagano, come tutte le persone, le imposte a livello federale, cantonale e comunale. Chi non ha il permesso di domicilio C, di regola paga l’imposta alla fonte che viene dedotta direttamente dal salario. L’onere fiscale varia notevolmente a seconda del Cantone e del Comune. 

Lo stipendio di un expat in Svizzera varia molto dal settore, dall’esperienza e dal luogo di lavoro. Un salario lordo superiore a 100 000 franchi all’anno è considerato un buon stipendio. Secondo l’UST, il salario medio per un posto di lavoro a tempo pieno è di 81 456 franchi all’anno.

Gli expat con permesso C devono indicare ogni anno reddito e patrimonio nella dichiarazione d’imposta e versare le imposte corrispondenti, come per le cittadine e i cittadini svizzeri. Chi non possiede un permesso C di solito è soggetta/o all’imposta alla fonte, a meno che la persona in questione non sia sposata con una svizzera o uno svizzero o superi la soglia di reddito definita dai Cantoni che di solito ammonta a 120 000 franchi, ma varia a seconda del Cantone.

In Svizzera, per riscuotere una rendita di vecchiaia dovete aver versato contributi nell’AVS per almeno un anno. Gli averi della cassa pensioni non sono soggetti ad un periodo minimo, anche in caso di occupazione breve esiste il diritto a una prestazione d’uscita o di libero passaggio. 

Al momento del trasferimento definitivo all’estero gli espatriati che si recano in un Paese al di fuori dell’UE/AELS possono farsi versare tutto l’avere della loro cassa pensioni. Altrimenti, di solito, viene versata solo la parte sovraobbligatoria, mentre, se la persona presenta la relativa richiesta, la parte obbligatoria viene trasferita su un conto o deposito di libero passaggio. 

Se vi trasferite in un Paese dell’UE o dell’AELS, il vostro diritto all’AVS rimane invariato e in futuro riceverete una rendita parziale. Lo stesso vale per i Paesi con convenzioni di sicurezza sociale. Soltanto nel caso di Stati senza questa convenzione, i contributi AVS versati saranno erogati senza interessi, anche se così facendo si estingue il diritto alla rendita.

Riceve l’intera rendita AVS se ha pagato i contributi AVS per 44 anni senza lacune. Con la riforma AVS 21, in vigore dal 2028, il periodo di contribuzione è stato uniformato per le donne e gli uomini.

La rendita AVS può essere riscossa al massimo due anni prima dell’età di riferimento ordinaria, vale a dire attualmente a partire dai 63 anni per gli uomini e dai 62 anni per le donne. La riscossione anticipata implica una riduzione a vita della rendita. La riforma AVS 21 (dal 2024) consente la riscossione della rendita tra i 63 e i 70 anni. Nella previdenza professionale (secondo pilastro) la rendita può essere riscossa in anticipo a partire dai 58 anni, in base a quanto stabilito dal regolamento di previdenza.

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